Non solo corpo

All’interno di una newsletter dedicata al benessere non può mancare una rubrica che si occupi del benessere complessivo dell’essere umano, fatto di carne e ossa ma anche di pensieri, sogni, speranze, timori e paure.

Tale aspetto viene erroneamente assai trascurato. L’intento è quello di stimolare la riflessione verso direzioni positive e utili ai nostri obiettivi di benessere.

Verranno affrontati temi quali la consapevolezza di pensieri e comportamenti nell’ottica dell’intelligenza emotiva, la presenza nel “qui e ora” per vivere pienamente la propria esistenza, la leadership (specie in riferimento a se stessi), l’utilizzo di aspetti della comunicazione generalmente poco presi in considerazione (l’uso della voce), la motivazione, la fiducia in se stessi, l’empatia e la gestione dei conflitti.

Si approfondiranno alcuni meccanismi improduttivi di pensiero esponendone le cause più comuni ed i possibili “antidoti”. Inevitabilmente compariranno interventi che riguarderanno la negoziazione (attività costante nella
vita di ciascuno di noi) e la persuasione dell’interlocutore.

Verranno descritti alcuni strumenti di miglioramento come il self coaching, la programmazione neurolinguistica, la meditazione, e fornite alcune “pillole” per un “primo e pronto utilizzo”.

Di tutto ciò verranno organizzati anche seminari “esperienziali” per vivere assieme momenti “pratici”, sperimentando le specifiche tecniche di miglioramento personale e delle relazioni

Ricordiamoci che per fare bene il nostro lavoro e far sentire bene gli altri dobbiamo stare bene con noi stessi trasmettendo ai clienti ottimismo, serenità e comprensione.

1 – fare un po’ di “pulizia”

Io ricevo più informazioni in una settimana di quanto mio bisnonno ne ha ricevute in tutta la sua vita.

Sembra incredibile vero?

Eppure la tecnologia ha moltiplicato esponenzialmente le fonti di comunicazione e relativi modi di comunicare.

Siamo “bombardati” (televisione, radio, telefono, web) di messaggi di ogni tipo: tanti per farci comprare (o convincerci di) qualcosa, altrettanti non funzionali ai nostri obiettivi.

La maggioranza semplicemente inutili.

È un momento storico pregno di possibilità che, tuttavia, ci fa convivere con crescenti “complessità” ed enormi distrazioni.

La necessità che sentiamo di essere “sempre connessi” crea stress e ansia e la sensazione di incertezza; ciò comporta una sorta di normalizzazione di un costante stato di “insicurezza” per qualcosa.

Questo a mio parere sta spingendo tante persone a sentire la necessità di maggior spiritualità ma tale bisogno non riesce ad esprimersi essendo difficilmente declinabile in obiettivi e relative azioni.

Proviamo a capire come ottenere più “benessere mentale” e ciò che possiamo effettivamente fare al riguardo.

La prima “pulizia” da fare è comprendere che è inutile, se non dannoso, cercare di incidere su ciò che non dipende da noi.

È un errore molto comune e si potrebbe parlare per ore di tutte quelle volte che sentiamo una spiacevole sensazione (che può andare dal leggero fastidio a pura rabbia) causata dal pensiero di non avere una determinata cosa o non ottenere un determinato risultato (in pratica quella “vocina interiore” che fa la “disfattista”).

Per fare un paragone, pensiamo a quello che, in certe occasioni, fanno i bambini piccoli quando vogliono ottenere una cosa e non capiscono perché il mondo è così cattivo da non dargliela.

A volte viviamo in uno stato di malessere provocato dalla nostra “vocina interiore” ossia pensieri come: “perché al mondo non è cara la mia felicità”, da cui altri pensieri come: “allora sono inadeguato”, “dove sto sbagliando?”,
forse non dovevo …”, “era meglio se avessi fatto/detto …” e così via.

Bè, c’è una buona notizia: il pensiero dipende in parte da noi e possiamo (ma solo se ne siamo consapevoli e lo vogliamo) “farci qualcosa”: evitare di innescare la “vocina che mi parla” per farmi dire cose inutili o
controproducenti.

E ciò vale non solo per quanto riguarda le cose che sappiamo di non poter ottenere ma riguarda tutte le critiche non costruttive che ci facciamo.

Il “critico interiore” deve essere messo a tacere in quanto il “meccanismo” (semplificando al massimo) che segue la nostra mente è il seguente:

– la “vocina interiore” ti parla ed influenza il tuo pensiero
– il pensiero genera uno stato emotivo
– l’abbinamento di pensiero e stato emotivo, specie se ripetuto, genera programmi mentali (che possono essere quindi funzionali o “negativi”) che ci guidano, quasi sempre inconsciamente, verso le “nostre” decisioni
– le decisioni vengono tradotte in azioni
– le azioni generano risultati
– i risultati, assieme alla “vocina interiore” e a tutte le altre forme di “informazioni” (cultura, media e gli altri) influenzano il pensiero e così via, il ciclo si ripete.

C’è un’altra buona notizia: possiamo utilizzare la “vocina interiore” in modo “potenziante” per generare stati emotivi positivi e funzionali con conseguenti decisioni, azioni e risultati positivi.

Come mettere a tacere il “critico interiore”?

Stiamo parlando di un nemico tosto ed impegnativo: come per ogni cosa, dobbiamo “abituarci” a mettere a tacere il “critico interiore” che, nel medio-lungo termine, può essere davvero incatenato.

Per iniziare dobbiamo quantomeno impegnarci a mettere a tacere la vocina critica “cosciente” ossia quella che ci creiamo consapevolmente.

Sembra assurdo ma la creiamo spesso.

Decidere di escluderla dalla nostra vita è già un primo passo.

Ripensare a cose sgradevoli che ci sono successe hanno il solo effetto di rovinarci anche il presente.

Possiamo poi anche esercitarci: non si ottiene nulla senza un po’ d’impegno.

Esercizio 1

– Pensa ad una volta che ti sei criticato aspramente, al tono della voce interiore ed al contenuto delle critiche.
– Cerca di stabilire da dove viene la voce critica (fuori o dentro la testa, davanti dietro o di fianco)
– Allunga il braccio sollevando il pollice
– Fai percorrere alla voce critica lungo il braccio fino alla punta del pollice in modo che ora ti parli da quella posizione
– Falla parlare molto lentamente, cambiando il tono e rendendola più ”sexy”
– Poi falla parlare molto velocemente fino a quando diventa la voce di topolino
– Alterna queste due modalità fino a quando ne hai voglia

Esercizio 2

– Pensa ad un’occasione in cui ritieni di aver fatto un grosso errore e ti sei criticato aspramente
– Ricorda esattamente quello che ti sei detto (contenuti e modalità della voce)
– Domandati: “come potrei farmi arrivare lo stesso messaggio ma in modo costruttivo, che mi incoraggi?”
– Vediti entrare dentro te stesso all’epoca in cui hai commesso l’errore
– Questa volta criticati in modo costruttivo

Con questi esercizi si può realizzare una particolare “suggestione” sulla mente inconscia.

Perché?

Il sistema nervoso non è in grado di cogliere la differenza tra esperienza reale ed una frutto di vivida immaginazione.

Pensiamo ai lacrimoni che scendono di fronte a qualche film: gli avvenimenti non sono reali e i protagonisti hanno guadagnato dalla loro performance milioni di euro.

Tuttavia, la maestria con cui vengono girate certe scene, il dolby surround, il 3D ci fanno “vivere” quell’esperienza come fosse reale.

Facciamo un altro esercizio che ritengo molto efficace per contenere la sgradevolezza del pensiero relativo ad un momento negativo che abbiamo vissuto.

Esercizio 3

– Ricorda un momento sgradevole
– Staccati da te stesso e vediti da dietro (modalità dissociata)
– Distanzia l’immagine che proietti nella tua mente, riducila di dimensioni allontanandola, toglile i colori (vedila in bianco e nero)
– Rendi l’immagine sfuocata e statica, poi allontanala molto velocemente fino a che non procura più alcuno stress

La mente inconscia può essere suggestionata anche per potenziarci.

Esercizio 4

– Ricorda un momento in cui ti sei sentito bene
– Rivivilo più intensamente che puoi con tutte le sensazioni possibili (a livello visivo, sonoro e sensoriale) in modalità associata
– Ingrandisci a dismisura le immagini, rendile più colorate e luminose (per una risposta emotiva più intensa)
– Rendi dinamico il “film”, con una meravigliosa colonna sonora e le immagini al rallentatore

Ricorda che non puoi pretendere di ottenere qualcosa di diverso se fai sempre gli stessi pensieri con le medesime modalità.

Nella vita capitano cose belle e brutte: non potrai controllare ogni cosa che ti accadrà.

Tuttavia avrai sempre il controllo sul modo in cui la affronterai.

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