Non solo corpo – Intelligenza emotiva

È incredibile come tutta l’educazione che riceviamo da quando veniamo al modo (specie quella “fornita” dal sistema scolastico) si basi esclusivamente sui contenuti trascurando colpevolmente ciò che è alla base dell’espressione dei contenuti. Abbiamo visto in precedenza quanto sia colpevolmente trascurata l’educazione alla comunicazione paraverbale (l’utilizzo dello strumento voce, responsabile di oltre il 30% dell’efficacia del nostro messaggio). Oggi vogliamo andare oltre ed approfondire quella che viene chiamata intelligenza emotiva, “capacità personale” che numerosi studi affermano essere due volte più importante rispetto alle capacità tecniche ed a quelle squisitamente cognitive in termini di efficacia nel perseguimento degli obiettivi.

In estrema sintesi, possiamo definire intelligenza emotiva come la capacità di gestire noi stessi e le nostre relazioni, di utilizzare le emozioni come fonte informativa che ci aiuta a prendere decisioni sempre più efficaci

Purtroppo, la maggior parte delle persone rimuove le emozioni o ne è sopraffatta ottenendo così solo “dati” parziali rispetto a quello che si verifica nella realtà.

Come spiega molto bene Six Seconds (organizzazione che fa “scuola” in tema di emozioni), “le emozioni sono sostanze chimiche che consentono al nostro cervello e corpo di lavorare insieme. Nel nostro cervello, le sostanze chimiche delle emozioni sono interconnesse alle sostanze chimiche del pensiero”.

Conseguentemente, non è possibile non considerare le emozioni quando si prendono decisioni in quanto emozioni e pensieri si influenzano reciprocamente. Esse influenzano anche il nostro corpo e lo avvertono di prepararsi ad opportunità o minacce, regolando funzioni base come il battito cardiaco, il flusso sanguigno, la digestione, il sistema immunitario, la risposta muscolare e la temperatura corporea.

È importante quindi prendere consapevolezza delle emozioni.

Alcune persone trovano utile fare attenzione a quello che sta succedendo al proprio corpo

Ho la mascella serrata?

Ho male alla schiena?

Ho i pugni stretti?

Ho la fronte corrugata?

Le sensazioni fisiche possono quindi essere indizi per capire che cosa stia succedendo a livello emozionale.

Ogni giorno, anche se per poco, prenditi un momento e prova.

Bisogna ricordarsi che le competenze che concorrono a comporre l’intelligenza emotiva si possono affinare

Che cosa stai sentendo a livello fisico? (es. sorridi, sei accigliato, muscoli tesi o rilassati)

Che tipi di pensieri stai facendo? (es. focalizzati, distratti, valutativi, d’osservazione)

Quali sentimenti stai provando? (es. tranquillità, agitazione, preoccupazione, gioia, noia, eccitazione)

Facendo pratica, diventerai sempre più bravo a notare i tuoi sentimenti anche se si manifestano in forma lieve o poco chiara (e prima che si trasformino in qualcosa di troppo forte e difficilmente gestibile).

Occorre inoltre tener conto che le sostanze chimiche delle emozioni scorrono nel nostro cervello per poi andare nel nostro flusso sanguigno influenzando ogni cellula vivente del nostro corpo. Il nostro corpo poi influenza la nostra mente. Six Seconds sostiene che servono circa sei secondi ad una emozione per viaggiare attraverso il nostro corpo, portare il proprio messaggio ad una cellula ed essere riassorbita. La citata organizzazione sostiene inoltre che “spesso quando una persona prova delle emozioni, si concentra sul sentimento più ovvio o su quello più forte. Per esempio, durante una discussione, è facile capire se si è arrabbiati. Ci sono però sempre dei sentimenti in più che si mischiano a quello principale. Magari ti senti solo, spaventato, speranzoso, eccitato… il tutto nello stesso momento. Queste emozioni non si cancellano tra loro, esistono insieme come un paradosso, creando una ricca stratificazione di sentimenti (che crea confusione)”.

Prova a fare un collage dei tuoi sentimenti. Dividi un foglio in piccoli quadrati (comincia da quattro) e, per ognuno, scegli un colore e una trama con cui rappresentare il sentimento che provi in questo momento.Riflettendo sul tuo disegno, prova a considerare in che modo i sentimenti stanno avendo effetto su di te e sugli altri. Durante l’allenamento, noterai il mix di sentimenti che provi e ti sentirai meglio perché avrai una chiave di lettura che ti aiuterà a capire perché stai pensando e agendo in uno specifico modo.

Sul piano della letteratura specializzata, indiscusso punto di riferimento in tema di intelligenza emotiva è Daniel

Goleman del quale cerchiamo di sintetizzarne il pensiero.

Le componenti dell’intelligenza emotiva sono:

Autoconsapevolezza

Autoregolamentazione

Empatia

Orientamento ai rapporti sociali

Premesso che ognuno di noi ha un certo grado di “capacità emotive” è bene rimarcare che le stesse possono essere sviluppate e affinate. Non ci sono scuse: ad esempio, chi dice di essere un “orso” nei rapporti sociali è effettivamente tale in quanto lo vuole e, spesso, si crogiola in questa sua “presa di posizione”. Tutti i sedicenti “orsi” possono diventare, se lo vogliono, delle persone socialmente gradevoli.

Approfondiamo le varie componenti dell’intelligenza emotiva

1. Autoconsapevolezza

Tale componente può essere riassunta nella frase “conosci te stesso”. Si tratta di avere (e, continuamente, sviluppare) la conoscenza delle proprie emozioni, dei propri punti deboli, dei propri punti di forza, dei propri bisogni e dei propri desideri. Le persone consapevoli di sé sanno come i propri sentimenti incidono su di sé, sugli altri e sulla propria efficacia in ogni campo della vita. L’autoconsapevolezza si estende alla comprensione dei propri valori e dei propri obiettivi; chi è consapevole di sé sa dove vuole andare e perché.

Creandosi così un “allineamento” di decisioni e valori, le persone altamente consapevoli di sé trovano conseguentemente entusiasmante ogni aspetto di quello che fanno. L’autoconsapevolezza si manifesta nella sincerità, nella capacità di valutare se stessi in modo realistico, nella possibilità di parlare senza remore delle proprie emozioni e dell’impatto che producono nella realtà (uno dei segni distintivi dell’autoconsapevolezza è l’autoironia). Conoscendo i propri limiti non hanno difficoltà a parlarne ed apprezzano le critiche costruttive; hanno fiducia in se stesse sapendo quali sono i propri punti di forza e conoscendo bene le proprie capacità (conoscendo anche i loro limiti, non temono di chiedere aiuto se lo ritengono necessario).

2. Autoconsapevolezza

Tale componente consiste nella capacità di controllare e gestire gli impulsi biologici che guidano le nostre emozioni. Questa capacità ci libera dallo strapotere dei sentimenti negativi e degli impulsi emozionali incanalandoli in modi produttivi. Chi sa controllare i propri sentimenti e i propri impulsi sa creare un ambiente ispirato alla fiducia e alla correttezza. L’autoregolamentazione, come si può intuire, ha un effetto a cascata sugli altri e rafforza l’“integrità” del proprio sistema di riferimento; spazzando via, tra l’altro, le reazioni impulsive e permettendo un equilibrato approccio al cambiamento. I segni dell’autoregolamentazione emotiva sono

– la propensione alla riflessione e alla ponderazione

– l’accettazione dell’ambiguità e del cambiamento

– la capacità di reprimere gli impulsi (integrità)

In questo contesto la motivazione non è altro che la capacità di autogestione in cui mobilitiamo le nostre emozioni in direzione degli obiettivi che ci siamo prefissati.

3. Empatia

Empatia non significa affatto fare proprie le emozioni altrui e tentare di piacere a tutti bensì Tenere seriamente in considerazione, insieme a tutti gli altri fattori, i sentimenti degli altri nel processo che porta a prendere decisioni intelligenti. L’empatia non è altro un orecchio ben sintonizzato, la pratica dell’ascolto attivo. Vuol dire andare in profondità, al di là di quello che l’altro dice. Nella pratica si traduce nel fare domande e riesprimere con proprie parole ciò che si è ascoltato per assicurarsi di averlo capito

4. Orientamento ai rapporti sociali

È la capacità di gestire le relazioni, di portare le persone nella direzione desiderata. Le persone tendono ad essere particolarmente efficaci nella gestione delle relazioni quando sono in grado di capire e controllare le proprie emozioni e di entrare in sintonia con i sentimenti degli altri. È la capacità di guidare efficacemente le emozioni altrui

Di seguito alcune domande che possono stimolare la valutazione del nostro stato di intelligenza emotiva. Potrà fungere da punto di partenza per capire la direzione da prendere per migliorarla

Siete sempre consapevoli dei vostri sentimenti e delle ragioni che li ispirano?

Siete consapevoli dei vostri limiti e dei vostri punti di forza?

Siete in grado di gestire bene le vostre emozioni negative superando rapidamente, ad esempio l’irritazione e lo stress?

Vi adattate facilmente ai cambiamenti?

Restate concentrati sui vostri obiettivi principali e sapete quali sono le azioni da intraprendere per raggiungerli?

Siete in grado di capire i sentimenti di coloro con cui interagite e di capire il loro punto di vista?

Siete portati naturalmente alla persuasione e all’uso efficace della vostra influenza?

Sapete portare una trattativa ad una conclusione soddisfacente e contribuire alla composizione dei conflitti?

Lavorate bene in team o preferite lavorare per vostro conto?

Citazione

Il neuroscienziato Antonio Damasio ha scritto, “Le emozioni sono mescolate alle reti neurali della ragione”.

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