Liberati dalle convinzioni limitanti

Continuando a fare un po’ di pulizia, consideriamo il vorticoso fluire dei pensieri che si accavallano e mescolano creando i vari stati emotivi in cui siamo immersi giorno dopo giorno.

Una prima azione che è possibile scegliere di intraprendere consiste nell’uscire dalla “pigrizia” del fare sempre le stesse cose che non ci permette di contrastare gli stati d’animo negativi; occorre porre fuori da noi stessi ed
ordinare” le sensazioni, pensieri ed idee.

Quando tutto è mescolato non può “salire” al grado della consapevolezza impedendoci di guidare noi stessi.

Mettiamo quindi per iscritto quello che ci viene in mente e quello che “sentiamo”.

Abbiamo un certo grado di scelta e controllo su ciò di cui siamo consapevoli ma ciò di cui non siamo consapevoli ci controlla.

Ricorda che

L’AZIONE È LA FASE INTERMEDIA TRA IL PENSIERO DI CIÒ CHE VOGLIAMO ED IL SUO OTTENIMENTO

 

Perché scrivere?

I nostri pensieri generano un enorme effetto su una serie di importanti elementi della nostra vita.

In particolare, i pensieri influenzano:

– i nostri comportamenti ed il nostro modo di vedere le cose;
– i comportamenti degli altri ed il loro modo di vedere le cose;
– la possibilità di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati;
– l’atmosfera che viene a crearsi all’interno di un gruppo (la qualità dei pensieri di chi guida un gruppo determina l’atmosfera del gruppo.

È necessario distinguere nettamente tra pensieri consapevoli e pensieri inconsapevoli.

Noi abbiamo la possibilità di regolare i nostri pensieri consapevoli non avendo alcun controllo sui pensieri

inconsapevoli (che non di rado assumono il ruolo di principali sabotatori dei nostri scopi).

Scrivendo (e quindi ponendo all’esterno i propri pensieri) abbiamo più possibilità di trasferire nel contesto della coscienza i pensieri che sono nascosti nella sfera dell’inconscio.

Una maggior consapevolezza ci permette di affrontare le situazioni con maggior efficacia.

Perché?

Siamo costantemente influenzati dall’ambiente che frequentiamo, dagli altri e dai messaggi multimediali; ciò è avvenuto anche in passato durante l’intero corso della nostra esistenza.

C’è quindi un’altissima probabilità che molte delle nostre convinzioni (ciò che crediamo essere “vero” – ma in realtà sono solo le nostre “opinioni”, i nostri punti di vista, lo strumento con cui diamo un senso alle cose) siano in
realtà di altri e/o particolarmente obsolete (andavano bene quando eravamo più piccoli o in un’altra fase della nostra esistenza) ed ora limitino le nostre possibilità.

Ad esempio, ho ritenuto per anni che se iniziavo un libro dovevo finirlo per rispetto all’autore; ora ritengo che il mio tempo sia più importante, invalidando così una vecchia convinzione.

Un altro esempio: essendo di estrazione giuslavoristica, ritenevo che, per essere efficace e competente, dovevo occuparmi solo di diritto del lavoro.

Solo ora mi rendo conto di essermi limitato nella possibile conoscenza, “castrando” una visione più “rotonda” della realtà.

Un altro esempio: avevo scelto, come musicista, di non approfondire (come avrei dovuto) la “grammatica musicale” ritenendo di non rischiare di perdere il fascino dell’emozione che emerge con “spontaneità”; in realtà ho
scelto di escludere la comprensione dei “meccanismi” che provocano certe emozioni e la relativa presa di coscienza.

Gli esempi potrebbero continuare; ed in tutti i campi della vita.

Le nostre convinzioni possono imprigionarci o renderci più felici.

Ciò in cui crediamo determina le nostre azioni e quindi i nostri risultati essendoci una forte correlazione tra quello che pensiamo e quello che otteniamo.

Ma per cambiare una convinzione che ci limita è necessario essere consapevoli del disallineamento della convinzione stessa rispetto a quello che siamo oggi.

Cominciare a scrivere quello che crediamo e pensiamo potrebbe dare il via ad una forte presa di coscienza di aspetti fino ad ora ignorati.

Le convinzioni hanno un maggior peso sulla nostra vita che la verità oggettiva.

Ciò che percepiamo del mondo è una manifestazione delle convinzioni che abbiamo dentro la mente.

Dobbiamo liberarci delle convinzioni che ci sono state “imposte” dagli altri in questi anni (o che ci sono state utili in passato) che oggi sono sterili se non dannose; sono convinzioni che possono riguardare:

– la persona che oggi credi di essere;
– ciò che credi possibile ottenere
– quello che invece credi essere impossibile raggiungere.

Se pensi di essere una persona in grado di fare od ottenere una determinata cosa comporterai di conseguenza e potrai cominciare a raggiungere i risultati che vuoi.

Qual è il meccanismo?

– La convinzione di poter fare o perseguire una determinata cosa è il presupposto per il compimento delle azioni necessarie ad ottenere quella cosa;
– la scelta delle azioni appropriate determinano i risultati che ottieni;
– i risultati ottenuti determinano, a loro volta, le convinzioni che ti crei.

È un ciclo che può essere virtuoso o devastante:

CONVINZIONI – AZIONI – RISULTATI – CONVINZIONI
* * * * * * * * *

Esercizio 1

Facciamoci le seguenti domande (rispondendo per iscritto!) sulle nostre convinzioni per identificare quelle che ci sono utili e funzionali relativamente a ciò che vogliamo ottenere ed essere e quelle che dobbiamo eliminare o cambiare profondamente.

– Come sai che ….
– Chi te lo ha detto poteva sbagliarsi?
– Ti è mai successo che quando volevi fare qualcosa che ritieni importante poi ti sei ricordato di quello che altri ti avevano detto (convinzioni limitanti) non dando così il meglio di te (o non ci hai neppure provato)? Specifica

Ricorda sempre che le tue convinzioni ti limitano o ampliano le tue possibilità.

Esercizio 2

Elenca tutte le cose che ti fanno stare bene.

Converti le credenze limitanti in pensieri positivi e reali.

Domandati chi o cosa nella tua vita ti fa sentire

– più felice;
– più amato
– più appassionato
– più forte

visualizza ciò a cui stai pensando, ingrandisci le immagini con colori più vivi, amplifica i suoni e rendi le sensazioni più intense

Esercizio 3

Convinzioni chiave.

Ripetiti frequentemente, come un mantra, le seguenti affermazioni che consistono in convinzioni “sane”, funzionali.

– Nessuno ti conosce meglio di te stesso (tu hai le risposte)
– Non sei difettosi (ogni comportamento non funzionale è servito a qualcosa in passato, ed era quindi funzionale)
– hai tutte le risorse (devi imparare ad attingere alle tue risorse nel momento giusto)
– se quello che stai facendo non funziona, passa ad altro (non fare la stessa cosa in modo più intenso o gettare la colpa sugli altri)
– non esiste il fallimento: gli errori servono per imparare. Ogni insuccesso è un’informazione preziosa e nasconde un’occasione di apprendimento (non sei tu che fallisci bensì le strategie/tattiche/piani che hai scelto)
– il tuo futuro lo stai creando adesso (in ogni istante c’è la possibilità di prendere decisioni nuove e ottenere nuovi risultati
– la formula del successo è raddoppiare il numero degli insuccessi

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