La meditazione: tecniche antiche ma sempre più attuali

I nostri pensieri generano un enorme effetto su una serie di importanti elementi della nostra vita:

• i nostri comportamenti ed il nostro modo di vedere le cose;
• i comportamenti degli altri ed il loro modo di vedere le cose;
• la possibilità di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati;
• l’atmosfera che viene a crearsi all’interno di un gruppo (la qualità dei pensieri di chi guida un gruppo determina l’atmosfera del gruppo.

È necessario distinguere nettamente tra pensieri consapevoli e pensieri inconsapevoli.

Avendo noi la possibilità di regolare solamente i pensieri consapevoli (non avendo alcun controllo sui pensieriinconsapevoli, che non di rado assumono il ruolo di principali sabotatori dei nostri scopi) abbiamo identificato la scrittura come strumento per trasferire all’esterno i nostri pensieri, dandone quasi una forma “fisica”. In tal modo c’è più possibilità di trasferire nel contesto della coscienza i pensieri che sono nascosti nella sfera dell’inconscio.

Ora accenniamo ad un diverso modo per ottenere lo stesso scopo (oltre ad una serie di altri benefici).

Dato per scontato, per come funziona il nostro cervello, che la maggior parte dei nostri pensieri e comportamenti seguono automatismi, dobbiamo prendere onestamente atto che non sempre siamo perfettamente consapevoli di quello che pensiamo e facciamo (abitudini “inconsce”).

Un importante obiettivo da porci è quello di incrementare il nostro livello di consapevolezza ed assottigliare il gap tra ciò che pensiamo e facciamo senza essere consapevoli e ciò che pensiamo e facciamo in piena consapevolezza.

Se riusciamo a prenderci qualche minuto al giorno con regolarità per focalizzare la nostra consapevolezza avremo benefici a tutti i livelli della nostra esistenza.

Peraltro, le abitudini (di cui possiamo essere anche non consapevoli) sono generalmente necessarie a semplificarci la vita ed elaborate in risposta al proprio “vissuto”, alla nostra esperienza – positiva o negativa che sia.

Se le abitudini (di pensiero e di comportamento) non sono funzionali, se ci portano costantemente verso direzioni non desiderate o comunque non utili, forse è opportuno provare ad approcciarci allo strumento della meditazione che, rispetto all’obiettivo di essere più consapevoli di cosa/come pensiamo, ci comportiamo e ci sentiamo, ha una serie di altri importanti effetti e benefici, alcuni dei quali squisitamente “fisici” e “sensoriali” come

• riduzione dell’ansia e dello stress
• riduzione della pressione e del colesterolo
• chiarezza di pensiero
• gestione delle emozioni
• miglioramento della concentrazione
• miglioramento della creatività e delle prestazioni
• mente all’abbandono delle abitudini negative.

In primis a me piace considerare la parola “meditazione” in senso estremamente ampio comprendendovi tutte le attività fatte con attenzione, concentrazione e consapevolezza, che ci fanno immergere nella nostra “dimensione naturale”, il c.d. stato di flusso che ci permette di vivere con estrema pienezza ed efficacia il nostro “qui e ora”, la nostra esistenza nel presente. Nello stato di flusso ci sentiamo “connessi”, in sintonia, sulla stessa linea d’onda con ciò che facciamo. Potenziando la concentrazione ed i sensi coglieremo sensazioni sempre più sottili prendendone coscienza. Il vero piacere deriva dall’esperienza in atto (è ben diverso parlare o fare, ad esempio, sesso): siamo nel “qui e ora”. Vivere il/nel presente corrisponde alla qualità della vita.

In secondo luogo effetti estremamente positivi si possono avere dalla pratica delle semplicissime indicazioni che seguono

Siediti comodamente tenendo la schiena abbastanza diritta
Respira profondamente
Chiudi gli occhi e rilassati il più possibile
Porgi l’attenzione sull’andare e venire del respiro, sull’aria che entra e che esce
Cerca di limitare gli stimoli che bombardano il tuo sistema nervoso
Se noti che la mente comincia a “vagare” torna a concentrarti sul respiro

Peraltro, la respirazione influenza il nostro stato d’animo. Una corretta respirazione comporta l’espansione della parte inferiore del tronco (addome e parte bassa della cassa toracica) in tutte le direzioni (frontale, laterale, posteriore). Non è solamente gonfiando la pancia che si respira bene. Un buon sistema per garantire una corretta respirazione consiste nel far finta di avere una cannuccia che parte dalle narici e ti invia l’aria alla bocca dello stomaco.

Così, arriviamo alla terza fase: iniziando dalla concentrazione sulla respirazione estendiamo la nostra attenzione alle sensazioni che scorrono nel corpo e al momento presente. In tal modo, possiamo appropriarci di qualcosa di nuovo che è dentro di noi ma di cui non abbiamo consapevolezza.

A seguito della presa di coscienza potremo poi focalizzarci sugli aspetti che più ci interessano (cambiare abitudini, rilassarsi, calmare l’ansia, venire in contatto con la parte più autentica di noi stessi, trovare il “significato” della nostra vita o percepire qualcosa che va al di là della mera quotidianità, semplicemente essere più presenti, ecc.).

Fondamentalmente, la cosa importante è imparare a sviluppare, concentrare e dirigere la consapevolezza. La consapevolezza è innanzitutto il prodotto di un’attenzione mirata, concentrazione e chiarezza. Consiste nel raccogliere e percepire con chiarezza i fatti e le informazioni rilevanti e nella capacità di determinare ciò che è rilevante (annullando il resto). L’autoconsapevolezza invece è la capacità di riconoscere quando e come le emozioni o i desideri distorcono la percezione che si ha di se stessi. In sintesi la consapevolezza può essere definita come il sapere cosa sta accadendo intorno a me (percezione delle cose come sono nella realtà) mentre l’autoconsapevolezza è il sapere ciò che mi sta succedendo riconoscimento dei fattori interni che distorcono la propria percezione della realtà).

Ad esempio, e per riassumere, anche durante il lavoro, durante la pratica di uno sport, ecc., è possibile porre attenzione alla consapevolezza tramite la concentrazione e l’“immersione” totale in ciò che si sta facendo (entrando così nello stato di flusso. La mente finisce di “chiacchierare” e di saltare qua e là, da una argomento all’altro senza pace. In qualche modo sparisce la sensazione di essere un “io separato” lasciando spazio alla sensazione di unione totale con l’oggetto di meditazione (il respiro, l’oggetto/compito sui cui siamo concentrati, ecc.). E dopo la focalizzazione data dalla concentrazione (che in qualche modo stabilizza la mente bloccando gli stimoli inutili e le distrazioni) si può passare alla consapevolezza “ricettiva” dove si allargano i confini mentali e creando spazio interiore accogliendo, abbracciando e assimilando ogni esperienza che ci si presenta.

Sulla combinazione di concentrazione e consapevolezza ricettiva si basa la Mindfulness tecnica che consiste nel praticare un’attenzione costante a ciò che si presenta istante dopo istante. Ciò permette di abbandonare i “sogni ad occhi aperti” e le inutili preoccupazioni costruiti dalla mente per recuperare quella chiarezza, precisione e semplicità che è possibile trovare nel presente, la realtà

Riporto un esercizio di presenza “qui e ora” con cui potrete cimentarvi.

Sperimentazione del gusto di un frutto in un modo completamente nuovo

Mettete un’arancia sul tavolo e chiudete gli occhi

Accantonate tutti i pensieri, aprite gli occhi e osservate il frutto come se fosse la prima volta che lo vedete: osservatene la forma, la dimensione, il colore e la consistenza

Notate la sensazione che lo sbucciare il frutto vi dà sulle dita e ponete attenzione al contrasto fra la polpa e la buccia ed al peso del frutto nella mano

Sollevate uno spicchio e ponete attenzione al profumo

Saggiate la consistenza della polpa e la sensazione che provate quando il succo vi entra in bocca

Masticate il frutto mantenendo la consapevolezza delle sensazioni, un istante dopo l’altro. 

Immaginando che questa sia la prima arancia che assaggiate nella vostra vita, e che sarà l’ultima, fate in modo che ogni singolo momento sia fresco e nuovo e completo in se stesso. Ora, considerate come l’esperienza di mangiare un’arancia in questo modo sia completamente diversa da quella alla quale siete abituati.

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