Il sole

È utile sapere che i raggi UVA e UVB rappresentano il 3% delle radiazioni che oltrepassano la barriera protettiva dell’atmosfera terrestre, il 37% è costituito dalla luce visibile e il 60% dai raggi infrarossi, invisibili all’occhio umano e responsabili della sensazione di calore. I raggi UVA e UVB, agendo sulle molecole d’acqua degli strati superficiali della cute, possono innescare il meccanismo di produzione di radicali liberi, specie chimiche che, se in eccesso, possono creare meccanismi di difesa endogeni costituiti da enzimi, cofattori e sostanze circolanti nei fluidi extracellulari e meccanismi di difesa esogeni, cioè assunti dall’esterno, come beta-carotene, acido ascorbico, tocoferoli, xantofille, polifenoli e bioflavonoidi.

La pelle rappresenta un bersaglio critico per l’esposizione alla RUV; la qualità degli effetti, la loro gravità e la probabilità che alcuni di essi si verifichino, dipendono dalla esposizione radiante, dalla lunghezza d’onda della radiazione e, per alcuni degli effetti, dalla fotosensibilità individuale geneticamente determinata.

Dal punto di vista del loro tempo di latenza, gli effetti cutanei si possono distinguere in:

·effetti a breve termine o da esposizione acuta con tempi di latenza nell’ordine di ore o giorni;
·effetti a lungo termine o da esposizione cronica con tempi di latenza nell’ordine di mesi o anni.

L’eritema da esposizione alla RUV è la risposta biologica più studiata e forse più nota della pelle. La reazione eritematigena si evidenzia con un arrossamento della pelle, indice di vasodilatazione periferica, raggiunge il massimo dopo 12-24 ore e si risolve in 3-4 giorni. La risposta eritematigena, sia in termini di spettro d’azione che di dose-risposta, è il fenomeno macroscopico più rappresentativo della fotosensibilità cutanea individuale (Parrish et al. 1982).

Il photoaging o invecchiamento cutaneo è un fenomeno complesso e multifattoriale ed è la risultante dell’invecchiamento cronologico e del fotoinvecchiamento provocato dall’esposizione complessiva alla RUV. Il fotoinveccchiamento si manifesta in misura più o meno accentuato nelle aree maggiormente foto esposte, braccia, volto, collo, ed è caratterizzato da secchezza cutanea, epidermide generalmente ispessita, rugosità, perdita di elasticità, pigmentazione irregolare. Il fotoinvecchiamento è un effetto ritardato che si manifesta in misura più accentuata negli individui di pelle chiara.

Alla luce di quanto detto emerge la necessità di preparare adeguatamente la pelle all’incontro con il sole.

Chiarimenti sul fattore di protezione: spesso nei prodotti solari non si riesce a capire quale sia realmente l’indice di protezione dai raggi UVA e UVB; infatti, l’indice SPF (Sun Protection Factor = Fattore di Protezione Solare) viene spesso indicato usando diverse scale di numerazione, ciò che ha ingenerato molta confusione. In Italia la scala più usata è quella COLIPA, che è la più raccomandata dalle autorità sanitarie europee, e i cui valori vanno da 2 a 50+.

Quest’ultima è la protezione massima possibile, definita anche “protezione estrema“, e non più “protezione totale” come in passato, anche perché questo traguardo è impossibile da raggiungere.

Per confrontare solari di diversa provenienza quindi, si dovrebbe sapere se i loro SPF sono stati determinati in base alla stessa scala; diversamente si potrebbero trarre conclusioni errate trovando indici molto più alti rispetto al 50+.

La scala più usata fra i prodotti americani ad esempio, usa indicare indici più alti, senza che per questo la capacità protettiva sia superiore.

Chiarito questo concetto, è bene comunque che ciascuno utilizzi la protezione solare più adatta al proprio tipo di pelle, ricordando che l’esposizione al sole deve essere graduale, che la crema solare va applicata più volte, se si trascorrono molte ore al sole, e che il riverbero arriva anche sotto l’ombrellone, specie su spiagge dove la sabbia è molto chiara e riflettente. L’Acqua ipertermale di Abano terme è un prezioso alleato per proteggere, preparare e lenire la cute sottoposta allo stress dei raggi solari.

L’Acqua Ipertermale di Abano Terme è ricca di oligoelementi naturali ad azione biostimolante e antiradicalica per proteggere e riattivare le naturali difese cutanee.

Per le sue caratteristiche che la rendono unica nel panorama delle acque termali, l’Acqua Ipertermale di Abano Terme è definita “acqua salso-bromo-iodica ipertermale”.

A differenza delle comuni acque termali, l’Acqua ipertermale di Abano Terme è “iper” perché : ricchissima di sostanze benefiche e sgorga nella stazione termale più antica e importante d’Europa in superficie ricca di sali minerali ed a temperature altissime, oltre gli 85°C, dopo decine di migliaia di anni di permanenza nel sottosuolo dei Colli Euganei.

Queste acque per il loro speciale processo di formazione aiutano le cellule cutanee a rivitalizzarsi,riequilibrano il normale e normalizzano il pH cutaneo.

Importanti test di laboratorio confermano quanto già empiricamente si sapeva. In quest’ottica risulta importante conoscere il ruolo dermoprotettivo e lenitivo dei minerali.

Nonostante ciascuno dei minerali presenti nell’acqua ipertermale di Abano possa espletare un ruolo biologicamente rilevante nella fisiologia cutanea, solamente pochi risultano clinicamente caratterizzati, quindi realmente efficaci, nel proteggere la pelle dal fotoinvecchiamento. Zinco, Rame e Selenio sembrano infatti, ad oggi, i tre elementi realmente attivi nella biologia cutanea dell’invecchiamento.

Zinco: partendo dal presupposto che il 6% dello Zinco presente nel corpo umano si trova nell’epidermide e nel derma, questo minerale partecipa attivamente in numerose attività cutanee come:

• proliferazione e differenziazione dei cheratinociti dello strato basale dell’epidermide, controllando il normale turn-over cellulare nonché la qualità della cute stessa;
• regolazione, in quanto cofattore, dell’attività enzimatica, in particolare di metallo enzimi, solitamente coinvolti nel rimaneggiamento della matrice extracellulare;
• stabilizzazione delle membrane cellulari e regolazione delle normali attività cellulari;
• protezione dall’insulto ossidativo esercitato dai radicali liberi dell’ossigeno e dalle radiazioni ultraviolette.

L’efficacia dello Zinco in ambito dermatologico si è osservata nel proteggere la cute dalle radiazioni ultraviolette e moderatamente nella protezione della proliferazione cellulare e della regolazione dell’espressione genica.

Questo importante oligoelemento si è rivelato prezioso nel controllare i processi d’invecchiamento cutaneo, salvaguardando la cute dagli spiacevoli segni dell’invecchiamento.

Selenio: minerale presente nella cute prevalentemente come cofattore di numerosi enzimi, noti come selenoproteine, molti dei quali dotati di attività antiossidante.

L’uso topico del Seleniosi è rivelato prezioso nel proteggere la cute dalle radiazioni ultraviolette e dall’azione lesiva dei radicali liberi dell’ossigeno.

Rame: oligoelemento coinvolto soprattutto nelle reazioni di ossidoriduzione, come cofattore di numerosi enzimi tra i quali la Superossido Dismutasi e la Ceruloplasmina.

La presenza del Rame in questi enzimi, inevitabilmente, ne attribuisce un importante ruolo antiossidante, prezioso nel salvaguardare le strutture cutanee dai danni indotti dalle specie reattive dell’ossigeno.

Contestualmente, il rame partecipa attivamente alla costituzione del tessuto connettivo, agendo come cofattore di enzimi coinvolti nella ramificazione della matrice extracellulare.

Quest’ultimo fattore risulta prezioso nel sostenere l’attività di barriera cutanea.

Acqua Ipertermale sempre prima e dopo l’esposizione solare. E’ tanto caldo? Tenete una confezione dell’ecologica bombola Abano Terme Biocosmesi Originale in frigo e spruzzate più volte al giorno su viso e corpo. Sentirete che
sollievo!

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