Considerazioni sulla meditazione per non specialisti SECONDA PARTE

Lo scorso mese abbiamo parlato dell’importanza di trasferire il più possibile i pensieri e le azioni/comportamenti nel contesto della coscienza al fine di incrementare il nostro livello di consapevolezza ed assottigliare il gap tra ciò che pensiamo e facciamo senza essere consapevoli e ciò che pensiamo e facciamo in piena consapevolezza.

Abbiamo parlato della meditazione (intesa in senso ampio comprendendovi tutte le attività fatte con attenzione, concentrazione e consapevolezza), strumento che ha una serie di altri importanti effetti e benefici.

Abbiamo indicato degli esercizi per un primo approccio alla meditazione partendo, concentrando ogni forza sul momento presente, dalla respirazione ed estendendo successivamente l’attenzione alle sensazioni che scorrono nel corpo; il tutto finalizzato ad imparare a sviluppare, concentrare e dirigere la consapevolezza.

Infine si è detto che sulla combinazione di concentrazione (che blocca le distrazioni) e consapevolezza ricettiva (che assimila ogni esperienza del/nel presente) si basa la Mindfulness tecnica che consiste nel praticare un’attenzione costante a ciò che si presenta istante dopo istante.

L’importanza della meditazione risiede nel fatto che, mai come negli ultimi decenni, le cose sono cambiate ad una velocità impressionante; il cambiamento incessante è diventato un modo di vivere mentre valori e “verità” all’apparenza senza tempo sono stati smantellati. Si consideri poi che l’essere sempre “connessi”(telefoni,whatsApp, social, email, ecc.) in realtà ha come effetto diretto il degrado della reale “connessione” con gli altri (che ha quindi perso di qualità). I continui stimoli e distrazioni riportano ogni rapporto, ogni “connessione” appunto, su di un piano connotato da superficialità, poca profondità e ciò ci lascia un po’ di quell’amaro in bocca che non ci riusciamo a spiegare.

Questi cambiamenti repentini hanno un “prezzo emotivo” che generalmente tendiamo a negare riconoscendo invece solamente gli indiscussi aspetti positivi dell’odierno modo di vivere. Ciò provoca, quasi come effetto collaterale della nostra epoca, ansia, stress, demotivazione, alienazione, senso di solitudine, depressione e malattie psicosomatiche (queste ultime pressoché sconosciute in passato).

Ad esempio, l’ansia e lo stress sono frutto della programmazione di milioni di anni dei nostri geni per rispondere rapidamente a situazioni di pericolo; oggi, nella nostra percezione, queste situazioni di fatto non cessano mai (si sono trasformate ed aggiornate – non c’è più la necessità di difendersi da improvvisi attacchi predatori) e le tensioni (fondamentalmente dovute all’incertezza del futuro, alla difesa del nostro ego, ecc.) si stratificano generando stress.

Se a ciò aggiungiamo che i modelli irraggiungibili di riferimento che ci poniamo (anche grazie ai media ed ai desideri indotti da altri) fungono da “pietra di paragone” di ogni nostra azione ed ogni nostro risultato, si comprende come l’insoddisfazione permei la nostra quotidianità; o, peggio, nel fortunato caso in cui riusciamo ad avere e fare tutto ciò che desideriamo, appare il “mostro” della noia.

Molte persone cercano un rimedio allo stress e all’incertezza in dipendenze (che distraggono la mente tuttavia fissandola su sostanze o specifiche attività – a lungo andare si perde il senso dell’attimo presente ci si inviluppa in uno stile di vita autodistruttivo), fondamentalismi (che però forniscono risposte semplici e univoche – rifugi contro l’ambiguità – a problemi complessi generando ulteriore alienazione, conflitti e stress), intrattenimenti vari (ad esempio la TV che ci inculca pensieri altrui e non ci fa veramente connettere con gli altri) e attività consumistiche (avere sempre di più, sempre di più, in una spesa infinita).

Un antidoto reale a tutto ciò può essere visto nella “pace mentale” portata dalla meditazione; il “trucco” è comprendere che la pace mentale non può essere identificata nelle circostanze bensì nel modo in cui riusciamo a farvi fronte. L’irrequietezza propria della nostra epoca è desiderare ciò che non si ha e non desiderare ciò che si ha.

La felicità è esattamente l’opposto: godere di ciò che si ha e si è e non agognare ciò che non si possiede, cercando di migliorarsi costantemente.

Il segreto è quindi vivere in piena consapevolezza l’attimo presente, sviluppando resistenza, equilibrio e forza per far fronte alle vicende (specie quelle negative) della vita e per trovare soluzioni creative e funzionali ai nostri progetti. Concentrandoci sull’attimo presente siamo in grado di elaborare nuove risposte alle vicende che ci capitano, riuscendo a “programmarci” (non per rispondere istintivamente e disordinatamente ai “pericoli” di oggi con le modalità di ieri) in modo tale da provare stati d’animo ed emozioni più positivi.

Si tratta di vera e propria “programmazione” mentale. Il mondo occidentale ha sempre enfatizzato i successi esterni mentre quello orientale ha considerato più importante lo sviluppo interiore. Al giorno d’oggi, la globalizzazione ha prodotto una cultura onnicomprensiva che ci fornisce la possibilità di utilizzare la “tecnologia” interiore perfezionata in Oriente per riequilibrare gli eccessi del rapidissimo avanzamento tecnologico esteriore dell’Occidente.

Ecco allora un esercizio che ha lo scopo di “riconciliarci” con il nostro corpo e che, aggiunto agli esercizi aventi ad oggetto la respirazione e la presenza di cui alla precedente newsletter, potrà farci fare un ulteriore piccolo passa verso una maggior consapevolezza. Si tratta di portare l’attenzione da un punto all’altro del nostro corpo.

Sdraiati comodamente

Cerca di sentire il tuo corpo nella sua totalità, compresi i punti in contatto con il pavimento o con il letto, divano, ecc.

Rimani focalizzato sul momento presente

Porta l’attenzione alle dita dei piedi percependo ogni sensazione proveniente da quest’area; immagina di inspirare ed espirare dalle dita dei piedi

Passa alle piante dei piedi, poi ai calcagni, alla parte superiore, alle caviglie, sentendo ciascuna parte menzionata nello stesso modo in cui hai sentito le dita dei piedi

Porta gradualmente l’attenzione verso l’alto, rimanendo per almeno tre/quattro respiri su ciascuna parte, seguendo più o meno il seguente ordine: parte bassa delle gambe, ginocchia, cosce, fianchi, pelvi, parte inferiore dell’addome, parte inferiore della schiena, plesso solare, parte superiore della schiena, petto, spalle, dita delle mani, braccia, collo, gola, nuca e parte superiore della testa

Riposa per qualche istante, quindi porta lentamente l’attenzione nuovamente al corpo nella sua totalità

Muovi le dita delle mani e dei piedi, apri lentamente gli occhi e, con calma, mettiti a sedere.

Stiracchiati per qualche istante riabituandoti al mondo che ti circonda prima di alzarti e riprendere le attività quotidiane.

Ricorda: un’attività che fa la differenza consiste nel porre in ogni momento l’attenzione sull’attimo presente, evitando di preoccuparci in anticipo dei problemi o di cercare in modo ossessivo un nuovo piacere. Diciamoci ripetutamente che esiste solamente il momento presente: il passato è solo una memoria ed il futuro una mera fantasia, proiettate sul “grande schermo” della mente.

Noi in realtà non controlliamo alcunché di “esterno” (gli eventi e ciò che dipende dagli altri) ma siamo sovrani assoluti della nostra mente. Serve allenamento per creare una mente stabile tramite la quale, però – dopo qualche
sforzo -, saremo in grado di navigare la realtà come veri capitani che non hanno sempre bisogno del pilota automatico e che possono permettersi di non subire le ondate disordinate della vita. Hai la somma libertà di scegliere come affrontare la realtà (preso atto delle carte che abbiamo in mano siamo liberi di giocarle come
riteniamo più opportuno).

Un altro esercizio è molto utile in quanto da farsi appena sveglio quando le onde cerebrali sono più sensibili alla “messa a fuoco” dell’intenzione della giornata, attività che genera motivazione.

Individua una posizione stabile (seduto con i le piante dei piedi che “centrano” bene il corpo con la schiena eretta oppure sdraiato in posizione più simmetrica possibile)

Elimina ogni tensione fisica ponendo l’attenzione sul respiro

Risucchia” con l’inspirazione tutte le tensioni fisiche, mentali ed emotive espellendole con l’espirazione

Dal respiro porta la mente nel luogo in cui è ora il tuo corpo mettendo a fuoco la tua intenzione per la giornata che sta per iniziare

Calibra il tuo strumento (la mente) verso l’intenzione della giornata (calibrazione), il tipo di “attitudine” che vogliamo esercitare nel corso della giornata

Lo schema dell’esercizio che precede può essere utilizzato anche la sera prima di addormentarci domandandoci,
una volta rilassati, cosa possiamo fare di diverso rispetto a quanto effettivamente fatto.

Quindi gioisci per i successi ottenuti. Tale ultimo aspetto è di estrema importanza in quanto studi più che affidabili dimostrano che per contrastare un evento negativo occorre vivere tre eventi positivi Il cervello è tarato sulle
criticità e mette in rilievo le cose negative che ci capitano, archiviando brutalmente quelle positive.

Quindi trova il tempo per “festeggiare” ogni successo che ottieni.

La tua mente ed il tuo corpo ti ringrazieranno.

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