Comunicazione: Parte seconda – Principi Base

Lo scorso mese abbiamo visto come una comunicazione efficace implichi:

– un certo grado di autoconsapevolezza e autoregolazione nonché
– l’utilizzo dell’ascolto attivo ossia la capacità di non filtrare quanto espresso dall’interlocutore con la nostra concezione della realtà ed i nostri pre-giudizi.

Abbiamo poi affermato perentoriamente che non si può non comunicare non solo a mezzo delle parole (comunicazione verbale) ma anche (e, direi, in primis) con le modalità con cui ci esprimiamo (comunicazione paraverbale e non verbale): il paraverbale ed il non verbale hanno carattere universale, non necessitano del processo di apprendimento, hanno connotati emozionali e lasciano trasparire – senza che noi ce ne rendiamo conto – la qualità delle nostre relazioni ed i nostri sentimenti.

Per comunicare in modo efficace bisogna quindi essere (o apparire) autentici. La “non autenticità” si capisce proprio dal non verbale e dal paraverbale (modalità di espressione dell’inconscio). Per “essere” autentici ci sono solamente due strade:

– o si diventa dei bravi attori immedesimandosi completamente in un personaggio e, per l’effetto, nelle sue idee;
– o si incrementa la consapevolezza che si ha di sé e degli altri.

Per incrementare la consapevolezza che si ha di sé e degli altri ci sono alcuni strumenti molto efficaci:

1) innanzi tutto la pratica meditativa, con cui possiamo capire meglio chi siamo e, di conseguenza, cosa vogliamo e perché;

2) una seria indagine sui nostri valori, per capire le radici che sostengono il tronco delle nostre convinzioni ed i rami dei nostri comportamenti e delle nostre azioni.

Per quanto riguarda il primo aspetto si rinvia alle newsletter degli scorsi mesi (numeri 5, 6 e 7).

Circa l’indagine sui propri valori, invece, propongo di seguito tre domande molto “potenti”.

Cosa faresti gratis o pagando?

Cosa faresti se sapessi che tra sette giorni il mondo finirà?

Descrivi almeno sette situazioni in cui Ti sei sentito meravigliosamente

Riprendi quanto hai scritto: quali valori sono stati soddisfatti in quei momenti?

Scrivi accanto ad ogni momento significativo (le sette situazioni di cui sopra) il valore espresso.

Tieni in considerazione solo i valori che ricorrono più volte. Comincia a metterli in ordine gerarchico. Individua i valori più significativi per Te.

Quali sono quindi i Tuoi valori, che cos’è importante per Te? (ad esempio, la famiglia, l’amore, la libertà, l’entusiasmo, la condivisione, la spiritualità, ecc.).

Sulla base dei propri valori vediamo ora come ciascuno possa utilizzare al meglio il proprio “strumento voce” (comunicazione paraverbale), tenendo conto che la voce (e non solo il contenuto di quanto diciamo) ha effetto sugli altri ma anche su noi stessi (facciamo perciò molta attenzione ad usarla correttamente affinché non ci “deprima” ma ci “potenzi”!).

La voce autentica non si costruisce, si trova.

In ambito comunicativo non è essenziale fare corsi di dizione; è invece fondamentale adattare il proprio strumento al contesto.

Premesso che l’uso della voce implica una corretta respirazione, la c.d. respirazione diaframmatica. Immagina di avere una cannuccia nel naso attraverso cui passa l’aria arrivando allo stomaco), vediamo le regole che governano l’uso della voce.

Sono gli elementi espressivi che comunicano l’emozione sottesa.

Volume: è l’intensità con cui parliamo. Diciamo che il volume può essere basso, medio, alto, “forzato”.

Tono: è l’altezza della nota. Diciamo che il tono può essere basso, medio, alto, “conclusivo”, con mordente

Tempo: è la velocità dell’eloquio. Può essere lento, medio, veloce

Ritmo: è costituito dall’alternanza di parole e pause. Le pause possono essere brevi, esitanti, nette, sospensive. Il ritmo può essere incalzante, serrato, “annoiante

La combinazione degli elementi succitati permettere di conferire al nostro discorso una specifica “intenzione”.

Di seguito riporto le “regole” su cui riflettere e fare tanta pratica, sia con il proprio strumento voce sia osservando l’uso che ne fanno gli altri.

Simpatia, amicizia, cordialità
volume: medio-alto
tono: variabile (alternanza di note alte e note basse)
tempo: quasi veloce
ritmo: pause brevi

Fiducia, sincerità, rassicurazione, empatia, disponibilità, distensione
volume: medio-basso
tono: basso
tempo: lento
ritmo: pause esitanti

Autorevolezza, affidabilità, sicurezza
volume: medio-alto
tono: basso conclusivo
tempo: medio
ritmo: pause nette sospensive

Passione, entusiasmo, coinvolgimento, emotività, propositività
volume: alto
tono: medio-alto
tempo: veloce
ritmo: incalzante

Le intenzioni espresse dalle combinazioni di cui sopra sono positive ed avvicinano l’interlocutore.

Occorre molta attenzione (ed evitarle a tutti i costi) alle combinazioni che seguono e che esprimono “intenzioni negative” ed allontanano l’interlocutore.

Apatia, noia, apatia, distacco, monotonia, inconsapevolezza
volume: basso
tono: medio-basso, cantilenante
tempo: quasi lento
ritmo: pause lenti, annoianti

Rabbia, nervosismo, disprezza, aggressività, violenza
volume: alto forzato
tono: medio-alto con mordente
tempo: medio-veloce
ritmo: serrato con pause

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